Don G. Bergamaschi: “A Natale illuminiamoci della Luce di Cristo Bambino”

(GUARDA IL VIDEO) Farsi gli auguri per il S. Natale è quasi un obbligo. E’ diventata una consuetudine. Ma perché? Qual è il senso di questi auguri? L’uomo sente la necessità di guardare al futuro immaginandolo bello e migliore rispetto al presente. Perciò augura a sé stesso e agli altri il bene che ancora non vede pienamente realizzato nella sua esistenza. Ancora: ognuno di noi percepisce che ha bisogno di una liberazione da tutto ciò che non lo rende felice, da quello che gli tarpa le ali, dal male esistenziale che spesso lo attanaglia, dalle schiavitù che lo tengono prigioniero, dall’emarginazione sociale o dal rifiuto degli altri, e così via. Tutto ciò si concentra in certo qual modo nell’augurio del Buon Natale. Mettiamo in questa festa tutti i desideri buoni, le speranze, le aspirazioni che albergano nel nostro cuore. Poi, quando l’Epifania tutte le feste porta via, ci sembra di ritornare nella dimensione piatta del nostro quotidiano con evidente delusione perché anche quest’anno le feste del Natale non hanno prodotto quanto abbiamo sperato. Ma è proprio questo il punto: Natale è qualcosa che dobbiamo fare noi oppure è un dono che ci viene elargito gratuitamente?

Vivere il Natale è assolutamente accogliere un dono, inaudito: il Figlio di Dio atterra sul nostro pianeta, non una volta, duemila anni fa, ma sempre, ogni giorno, nella nostra vita, nelle mie giornate, perché, Risorto, vive e vive in me! Per questo nasce sempre sulla terra, ed è Natale ogni giorno! Ma questa percezione “della fede” è un dono! Chi ce l’ha avverte continuamente di essere oggetto di un amore smisurato da parte di Dio che si manifesta a lui. Chi dice di non avere la fede è ugualmente toccato (solo il Signore sa come!) da questa presenza amorevole per la quale riesce a vivere ogni giorno, magari senza saperne fino in fondo il perché. Ma noi credenti non finiremo mai di lodare e ringraziare il Padre per averci dato questo dono: avvertire la presenza del Suo Figlio in ogni istante della vita, anche in quelli più neri, come la croce! Lui è davvero la Luce che illumina il mondo. E in questo tempo di pandemia, quando da tante parti si invocano le luci dell’intelligenza umana e della scienza, che sono espressione anch’esse dell’Amore di Dio per le sue creature, ci rendiamo conto che, sì, sono necessarie e utili per migliorare la nostra salute, per andare avanti nelle nostre attività, ma ancora ci lasciano nell’incertezza del futuro, ci rischiarano un po’ ma non ci illuminano il tutto della vita, ci aiutano ma non risolvono il problema dell’esistenza.

Noi credenti in Cristo Bambino ci lasciamo illuminare dalla Luce che promana dal suo sorriso, dai suoi vagiti, dalle sue piccole mani per adorare un Dio che non fa paura all’uomo, ma si fa suo compagno di viaggio e, accanto ogni momento, gli apre la strada per vivere da vero uomo, come Lui, che da Figlio di Dio si fa figlio dell’uomo perché noi imparassimo a vivere da uomini come Figli di Dio. Natale è la festa dell’umanità che ha fatto Lui, il Signore, non noi. Lui è venuto e viene perché gli piace essere Uomo tra gli uomini, perché rifà il volto vero dell’uomo, perché pone la sua tenda tra noi, trovandosi a suo agio in mezzo a noi. Viene al mondo tra le pieghe e le piaghe della vita. Lo si crede giudice, invece sa solo perdonare. Lo si crede come un Dio da rotocalco, invece ama il silenzio e la semplicità. E’ questo il dono del Natale. E’ questo il significato degli auguri. Per questo a Natale riprendiamo la sagoma di veri uomini alla Luce dell’Uomo-Dio fatto Bambino. Inaudito. Gratuito. Sorprendente. E per questo è un augurio vero! Buon Natale a tutti.

Don Giuseppe Bergamaschi