Don M. Garini: “Vengo a Castel in mezzo a voi col desiderio di conoscervi”

Anche i preti hanno le loro tentazioni. E per chi arriva in una nuova parrocchia predomina quella di voler dimostrare di essere il migliore. Migliore di chi l’ha preceduto e, se possibile, migliore anche del parroco. Fortunatamente, almeno per questa volta, credo di non correre il rischio di rimanervi impigliato. Innanzitutto perché mi sarebbe impossibile esserlo e, in secondo luogo, perché la storia e le attività della parrocchia di Castel Goffredo sono così ricche e variegate che ci sarebbe ben poco di nuovo da aggiungere o da inventare.

Nessuno l’ha ancora fatto in maniera esplicita, ma se qualcuno mi chiedesse quali sono i miei progetti per la pastorale parrocchiale sarei costretto a rispondere: “Non ne ho la minima idea”. O meglio, non voglio averne la minima idea preconcetta e prestabilita. Non voglio avere nulla da imporre o da plasmare a mia immagine e somiglianza. Non perché non abbia pensieri, esperienze o inclinazioni, ma perché il punto di partenza non posso essere io, ma dovete essere voi. Da qui il mio desiderio di conoscere e di conoscervi, di entrare nelle vostre case e di ascoltare le vostre storie, di condividere momenti di incontro e occasioni di dialogo.

Dopo quindici anni di ministero ricchi e intensi ho imparato a preferire le persone alle attività, le parole spontanee alle riunioni programmate, gli incontri informali agli appuntamenti ufficiali. La mia passione per le camminate, i giri in bicicletta e le corsette salutari sono certo che mi consentirà di “ficcare il naso” in ogni angolo del paese, non con la curiosità un po’ impicciona di chi vuole sapere tutto, ma con il desiderio di scoprire e di imparare. Quindi, sono sicuro che mi vedrete in giro abbastanza di frequente.

E qui mi fermo, per non stancarvi fin da subito ed evitare il solito bla-bla-bla. Dunque, cominciamo. O almeno proviamoci…

Don Michele Garini