La Festa di S. Antonio Abate ci invita a riscoprire il valore della terra

Si è celebrata felicemente la Festa di S. Antonio, abate, il 17 di gennaio, come sempre. Ma noi la festeggiamo insieme a tutte le associazioni degli agricoltori domenica 20 alle ore 10,30 con la S. Messa di ringraziamento per tutti i doni della terra e del lavoro degli uomini, cui seguirà in piazza la benedizione dei trattori e dei mezzi necessari per il lavoro della terra, insieme ad alcuni piccoli animali.

Nel tempo delle grandi trasformazioni tecnologiche, che spazzano via secoli di tradizioni, usi, costumi, insomma una cultura della vita e del lavoro, questa resiste, anche da noi; pur essendo ridotte al lumicino, le aziende agricole con allevamenti di animali operano, a testimonianza che non c’è nessun ritrovato tecnico che possa sostituire i significati del vivere, lavorare, produrre, stare insieme, gioire e piangere per gli eventi della vita.

Questo non vuol dire che non dobbiamo crescere, innovare, cercare e scoprire nuove forme di lavoro o espressione di vita dell’uomo, ma bisognerà stare attenti ai significati, ai perché profondi delle nostre attività, altrimenti queste si ritorceranno contro l’uomo, come sta già avvenendo con il cambio climatico, frutto della attività umana non ben integrata con i ritmi della natura.

E’ questo che ci ricorda e ci porta sempre la festa di S. Antonio: la consapevolezza che la terra, i suoi frutti, il lavoro dell’uomo sono un dono di Dio, che va custodito oltre che coltivato. Questo è l’ambito dei significati che attraversa i secoli ed anche gli sviluppi tecnologici, e che riempie di senso e di gioia la vita dell’uomo. Non perdiamola, allora, questa bella tradizione!