Prime Comunioni: Catechismo A Distanza per preparare l’incontro con Gesù

Prepararsi a ricevere il Sacramento dell’Eucaristia durante una pandemia? È possibile! Giunti ormai alle attese date delle Prime Comunioni per gli 87 ragazzi di quinta elementare iscritti al percorso di “catechismo ACR” nella nostra parrocchia, possiamo dire come catechiste ed educatori di aver compiuto un buon cammino…

Tutto è partito (paradossalmente) con la brusca interruzione della primavera 2020. Costretti, come tutti, ad interrompere le attività in presenza in oratorio, abbiamo dovuto reinventarci per stare vicini ai ragazzi e alle loro famiglie che si stavano preparando al Sacramento, fissato per il 17 maggio. Purtroppo le circostanze non ci hanno permesso di proseguire il cammino e la sospensione delle celebrazioni ci ha portati al rinvio forzato del Sacramento.

L’estate, per noi educatori ACR, è stata caratterizzata dall’assenza dei campi estivi, almeno nella loro “veste tradizionale”. Ciononostante abbiamo messo in pratica, sempre con l’ACR a livello diocesano, significative esperienze a distanza che ci hanno permesso di testare alcune buone pratiche educative che non potevamo immaginare ci sarebbero tornate utilissime in seguito.

Con l’arrivo dell’autunno e la ripresa delle attività in parrocchia, pensavamo che – pur con tutte le limitazioni del caso – si sarebbe aperta una nuova stagione di incontri in oratorio. Questo pensiero purtroppo è svanito nel giro di due sole settimane di attività. La terza ondata, giunta inesorabile, ha spazzato via ogni speranza di poter proseguire il cammino in presenza. Non potevamo però fermarci come accaduto nella prima ondata, anche perché avevamo appena concordato coi genitori dei ragazzi che durante l’anno avremmo incontrato la tappa del Sacramento. Avvalendoci dunque, come negli anni precedenti, del metodo esperienziale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR), unita all’esperienza acquisita come educatori durante l’estate e a tanta buona volontà da parte delle catechiste, ci siamo messi in moto per pianificare un vero e proprio “Catechismo A Distanza”. Nonostante le difficoltà iniziali da parte di alcune famiglie siamo riusciti a partire abbastanza rapidamente e le prime attività tra novembre e dicembre sono state utili per prendere confidenza con i mezzi. Vedevamo inoltre che i ragazzi rispondevano sempre più positivamente, partecipando volentieri ai nostri incontri a cadenza quindicinale. Grazie allo slogan annuale dell’ACR “Segui la notizia!” abbiamo approfittato dell’ambientazione giornalistica per sfruttare al meglio le tecnologie. I nostri ritrovi online non sono perciò stati lezioni frontali dove noi parlavamo e i ragazzi ascoltavano, bensì attività interattive in cui ciascun ragazzo aveva l’occasione di sentirsi protagonista attraverso momenti di gioco, riflessione, confronto e preghiera equamente alternati.

Così è arrivato anche il “cambio di marcia”. A gennaio, sempre in accordo coi genitori, abbiamo scelto di investire ancora di più su questo metodo che stava portando buoni frutti. Abbiamo ridotto la durata dei singoli incontri per aumentarne la frequenza, passando alla cadenza settimanale. Mai scelta s’è rivelata più azzeccata! I ragazzi continuavano a partecipare con entusiasmo e il livello di maturazione cresceva di settimana in settimana. Un ruolo fondamentale durante il cammino lo ha giocato senz’altro la figura del beato Carlo Acutis, già presentato ai ragazzi l’anno precedente. Dopo la beatificazione, avvenuta il 10 ottobre 2020, è divenuto per noi un vero e proprio compagno di viaggio. Con l’ausilio di un cartone animato che lo ha visto protagonista nel raccontare il Sacramento, crediamo di esser riusciti ad avvicinare un po’ Gesù Eucaristia alla vita dei ragazzi in vista del vero incontro con il suo Corpo. Nei momenti di verifica tra noi educatori e catechiste con don Luigi si condividevano i progressi che ciascun gruppetto otteneva… seppur sempre da dietro un monitor! La restituzione positiva anche da parte dei genitori, unita al senso di responsabilità di fronte ad un’emergenza sanitaria tutt’altro che placata, ci ha perfino portati a scegliere di procedere con gli incontri a distanza anche quando, a febbraio, la parrocchia ha riaperto le porte dell’oratorio. Siamo stati l’unica annata a mantenere tale modalità, ma ai ragazzi questo non è troppo pesato. Abbiamo anzi dato ritmo e continuità ai nostri incontri, sempre più rivolti verso la tappa (non la meta!) del Sacramento.

Eccoci dunque, trascorse le feste pasquali, alle attese date. Purtroppo non ci sarà un’unica grande domenica di Prime Comunioni, come siamo abituati a vivere a Castel Goffredo, ma ben nove celebrazioni distribuite tra sabato 10 e domenica 25 aprile. I ragazzi riceveranno il Sacramento a gruppetti di una decina alla volta, così da poter accogliere in chiesa un limitato ma equo numero di famigliari. Mancheranno altre cose a cui ormai eravamo (forse troppo?) abituati; abbandonare le tradizioni è sempre difficile e doloroso, ma penso che questo tempo di prova ci stia allenando alla rinuncia del superfluo. Se è vero che, come dice papa Francesco, “peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla” forse anche queste insolite Prime Comunioni hanno qualcosa da insegnarci. Di certo Gesù non mancherà. Lui è sempre lì ad aspettarci e, in particolare, attende a braccia aperte tutti questi 87 ragazzi che potranno finalmente gustare la gioia del primo vero incontro con il suo Corpo.

 Davide Vareschi – educatore ACR, referente gruppi 5^ elementare “catechismo ACR”