Una luce “oltre la materia” attraverso le vetrate della Cappella del Cimitero

Una luce azzurra, con alcune venature gialle e, in fondo, sulla vetrata dietro l’altare, alcune macchie di sangue che sgorgano dall’Albero della Vita, che con i suoi rami raggiunge tutte le altre vetrate intorno: questa è la percezione che il fedele avverte improvvisamente quando entra nella Cappella del Cimitero, centro da cui si irradia la Speranza su tutto il Camposanto in cui riposano i nostri morti. Finalmente si è compiuta l’opera di rendere più significativa e bella questa chiesetta dove riposano i sacerdoti castellani e quelli che hanno svolto qui il loro ministero nei secoli. L’iniziativa risale al desiderio di mettere delle vetrate colorate al posto dei semplici vetri simili quasi a quelli dei capannoni industriali nella Cappella del Cimitero, espresso a suo tempo dal prevosto don Antonio Mattioli e da Corrado Bocchi, animatore culturale della nostra città, entrambi scomparsi l’anno scorso proprio un giorno dopo l’altro, durante la prima ondata dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. Don Antonio è spirato il 21 marzo 2020 e Corrado il 22 marzo 2020.

Proprio ad un anno esatto dalla loro partenza per l’azzurro del cielo, quasi ad aprirci con la loro morte ad un’altra stagione, quella della primavera del cielo, la nostra comunità intende non solo ricordarli ma farne memoria viva nella Celebrazione di una S. Messa sul Cimitero (all’aperto, rispettando tutte le norme stabilite) proprio domenica prossima 21 marzo 2021 alle ore 15,30.

Per l’occasione, prima, alle ore 15 verranno presentate e benedette le vetrate della Cappella, che sono state ultimate proprio in questi giorni, dopo un lavoro durato più di dieci anni, realizzando una vetrata dopo l’altra dal 2010 fino ad oggi. Ho accolto volentieri questo progetto dal desiderio di don Antonio e di Corrado, cercando di realizzarlo un po’ alla volta, in base alle risorse che venivano raccolte dalle celebrazioni e dalle iniziative svolte sul nostro cimitero, con le signore che custodiscono la Cappella, cui va il nostro ringraziamento. Un vivo grazie anche ad un donatore che, in memoria dei propri cari defunti in questi anni, ha partecipato alla realizzazione di due vetrate tra le cinque fatte. In questo modo è stato possibile anche finire la porta d’ingresso, con la verniciatura e la messa in opera di una piccola vetrata a forma di croce che ha sostituito i soliti vetri bianchi da capannone.

Così sono contento di presentare l’opera finita in questo triste primo anniversario della morte di don Antonio e Corrado. Sono sicuro che loro da lassù plauderanno all’iniziativa e ci diranno di alzare lo sguardo alle cose del cielo e non solo a quelle della terra, contemplando l’azzurro delle vetrate. Infatti domenica 21 marzo alle 15 sarà tra noi il progettista e l’artista che le ha pensate e al quale i nostri due compianti concittadini si erano rivolti esprimendo il desiderio di rendere più bella questa Cappella, che assomigliava più ad un capannone che ad una chiesa, don Giuseppe Fusari, direttore del Museo Diocesano di Brescia. L’artista aveva disegnato un bozzetto, consegnato ai committenti, e con questo bozzetto ci siamo rivolti alla fabbrica “Arte Poli” di Verona che, in questi anni, una dopo l’altra, in base alle nostre risorse, ha realizzato l’opera.

Don Fusari sarà presente domenica alle 15 a presentarci l’opera e a benedirla, prima della Celebrazione della S. Messa. Dopo un anno dallo scoppio della pandemia siamo ancora quasi allo stesso punto. L’anno scorso in questo periodo molti fratelli e sorelle partivano, quasi sempre senza un saluto, una stretta di mano, una parola, per il cielo. Domenica sarà anche l’occasione di ricordarli tutti e di dare un segno di speranza a tutte le famiglie provate da questa terribile emergenza sanitaria, invitandole ad alzare lo sguardo al cielo da cui viene la nostra salvezza.