Museo MAST: la pala dedicata alla Madonna col bambino con Santa Chiara

In questo nostro incontro attraverso il giornale Fare Cerchio, vorrei segnalare un breve contributo apparso sull’ultimo numero della rivista edita da Fondazione Bresciana (nuova serie anno IV/2021) n. 1) relativo alla grande pala esposta presso il museo MAST. Autrice è la professoressa Fiorella Frisoni, docente di Storia dell’Arte moderna all’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Lettere e Filosofia.

Era il 2019 quando venne in visita in occasione della mostra che dedicammo al pittore mantovano Giuseppe Bazzani e, insieme con Corrado Bocchi, le mostrammo le perle del museo, tra cui la monumentale pala centinata proveniente dalla sagrestia della prepositurale di Sant’Erasmo (nella foto un particolare ndr), di dubbia interpretazione iconografica. Già assegnata al pittore veronese Paolo Farinati, tutti e tre ci soffermammo a osservare il dipinto, la cui distribuzione dei personaggi non può non far pensare al celebre Alessandro Bonvicino detto il Moretto, con la Madonna, il Bambino e una corona di angioletti collocati nella parte superiore su un letto di nuvole vaporose e le due figure femminili in primo piano più in basso. Guardandola e riguardandola ci convincemmo sempre più che il dipinto poteva più facilmente essere attribuito a un pittore bresciano, forse il prolifico Pietro Marone (Brescia 1548-1603), considerato epigono del Moretto nonché debitore della pittura di Lattanzio Gambara, genero del Romanino, e dei Campi cremonesi.

Ma chi sono le due figure femminili? La scelta più prudente, per ora, è identificarle con Santa Chiara d’Assisi a sinistra e una santa domenicana a destra. Mentre la santa francescana non lascia dubbi sulla sua identità, assicurata dall’abito francescano e dall’ostensorio eucaristico, con il quale secondo la tradizione nel 1240 avrebbe salvato il convento di San Damiano ad Assisi da un attacco di Saraceni, più dubbia appare la seconda figura. Che sia santa Caterina da Siena? con cui condivide il simbolo della Croce che sormonta il cuore, caro all’ordine domenicano; o forse la nobile mantovana riconoscibile con la beata Osanna Andreasi? peraltro non santa, qualifica a cui rimanda la sottile aureola sul capo e mai appartenente ufficialmente all’ordine, la cui veste appare più consona ad una conversa che ad una suora. Però anche Santa Caterina, terziaria domenicana, è spesso raffigurata con il velo bianco. La ricerca continua.

Barbara D’Attoma